Cos’è il libero arbitrio?

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Possiamo davvero decidere cosa stiamo per fare?


Benjamin Libet scoprì che la coscienza arriva in ritardo di 0,5 secondi sull'azione.


Libet misuro il tempo intercorso tra uno stimolo e la percezione cosciente, poi il contrario, cioè: quando soggetto decideva di muovere un dito, l'atto veniva elaborato in maniera inconscia, i muscoli ricevono l'implulso, poi giunge la presa di coscienza del movimento.
È utile sapere che il tempo di reazione istintivo ad uno stimolo visivo al pericolo è di 150 millisecondo, ma la coscienza arriva dopo.

Possiamo vedere questo fenomeno nello sport, quando per esempio un pittore prende una palla che viaggia a 180km/h. Stessa cosa avviene quando parliamo con passione. Le parole ci escono fluendo da noi con velocità maggiore alla nostra consapevolezza e ci ritroviamo ad ascoltarci stupiti...
Quando suoniamo un brano la cui esecuzione avviene in maniera automatica, e ci sentiamo guidati dalla familiarità del pezzo. Così tutti gli atti istintivi, le espressioni del volto, il tono della voce, le reazioni corporee sono manifestazioni spontanee di un individuo, ma essendo socialmente inopportune, è poi la coscienza razionale a mediarli o frenarli.

Chi decide cosa desidero?


I processi legati al desiderio, i processi di attrazione, come la maggior parte dei bisogni primari, vengono gestiti in maniera inconscia dal nostro cervello.
In questo caso dal nostro cervello rettiliano. Ovvio che il desiderio di una donna è inconscio, ma sta poi a noi, al nostro conscio che giunge 500 millisecondi dopo prendere una decisione. Basta questo lasso di tempo per rendere dell'uomo ciò che pensiamo sia? Per decidere a livello conscio se ciò che stiamo per fare sarà o no funzionale per noi?
Siccome sembra sia l'inconscio il personaggio ingombrante, forse la soluzione è nel cercare di essere di consapevoli, più presenti di noi stessi. Togliere quel rumore, quel disturbo che non ci permette di sentire il sussurro dell'in-conscio per portarlo al conscio così da porterà riuscire ad identificare quel punto zero dove tutto sorge, vedere il momento esatto in cui si forma un pensiero, un sentimento... e qui possono venirci in aiuto molte vie, tra cui lo yoga e la mediazione... ma questa è un'altra storia
La domanda più corretta che dovremmo farci è chi decide cosa desidero? Non posso desiderare di desiderare... o decidere di desiderare cosa... o cosa voglio pensare...

I gesti nascono molto prima nel cervello


Partendo da presupposto che i gesti nascono molto prima nel cervello per poi manifestarsi, la tesi per cui "non siamo realmente noi" a decidere se muovere un dito o no sembra avvalorata. O meglio noi ne siamo coscienti solo 500 millisecondi dopo che il meccanismo è già stato innescato.
Le nostre azioni sembrerebbero il frutto di una preelaborazione e di condizionamenti legati all'ambiente in sui siamo immersi, da sovrastrutture, credenza, stratificazioni culturali.
Allora la coscienza (in quanto essere consci di..) sembra assumere un ruolo rilevante, in quanto mediatore, come anche suggerisce Libet, in grado di frenare o no le azioni in atto. Ora alla luce delle nuove scoperte scientifiche ci dovrebbe venire a sorridere ricordando quel passo del Vangelo dove Gesù disse: "non commette adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore." (Mt. 5,27-28)